Checklist pre-Natale per ristoranti: 6 mosse anti-spreco per salvare il margine (non solo gli incassi)
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Il periodo di Natale è il classico momento in cui un ristorante incassa di più… ma rischia anche di perdere margine senza accorgersene.
Perché? Rush in sala, più acquisti, menu speciali, staff extra, consegne “a sorpresa” e decisioni prese in velocità. Il risultato sono sprechi e costi invisibili (porzioni che scappano, ingredienti dimenticati, ordini doppi “per sicurezza”).
Qui sotto trovi una checklist pre-Natale da fare anche in 30–45 minuti totali, pensata per ridurre sprechi in cucina e migliorare la gestione scorte del ristorante proprio nei giorni più intensi.
Perché a Natale lo spreco aumenta (anche se il locale è pieno)
Quando i coperti salgono, salgono anche:
- acquisti “di ansia” (ordini extra perché “meglio abbondare”),
- errori di produzione (preparazioni duplicate, porzioni fuori misura),
- ingredienti che scadono (freschi che restano in fondo frigo),
- mancanza di controllo (tanti micro-costi che sommati fanno male al margine).
Il punto non è “non comprare”: è comprare meglio e far uscire prima ciò che hai già.
Checklist pre-Natale: 6 mosse anti-spreco (veloci)
1) Controllo scorte in 15 minuti: segna 10 ingredienti “a rischio”
Obiettivo: individuare subito freschi + costosi + deperibili.
Come farlo rapido
- scegli 10 item (es. carne fresca, pesce, latticini, verdure specifiche, basi, salse, dessert),
- per ognuno scrivi: quantità stimata, data di arrivo, piatti in cui entra.
Errore comune: controllare tutto e finire per non controllare niente. Meglio 10 ingredienti “critici” fatti bene.
2) Blocca l’acquisto “di ansia”
Prima di fare l’ordine, fai questa domanda:
“Con quello che ho, quanti servizi copro davvero?”
Mini metodo
- per 3 ingredienti principali, calcola “coperti coperti” (quanti piatti riesci a fare),
- se sei coperto, sposta l’acquisto al giorno dopo o riduci quantità.
Risultato: meno doppioni, meno scorte ferme, meno sprechi.
3) Menu intelligente: 2 piatti “jolly” per riassorbire eccedenze
I piatti jolly non devono sembrare “svuota-frigo”. Devono essere buoni e coerenti col tuo stile.
Esempi (logica)
- un primo che usa una base comune (brodo/crema/sugo) e “assorbe” 2 ingredienti variabili,
- un secondo con contorno modulare (stessa proteina, verdure diverse in base alle scorte),
- un dessert che riassorbe latticini/frutta.
Consiglio: definisci già quali ingredienti vuoi smaltire e costruisci il jolly attorno a quelli.
4) Porzioni: nel rush, lo “sballo piccolo” diventa enorme
Se aumenti anche solo di poco una porzione, moltiplichi per 100–200 coperti e il margine evapora.
Cosa fare
- scegli 3 piatti ad alto volume,
- ribadisci la grammatura (anche solo con mestoli/porzionatori),
- fai un check a metà servizio: “stiamo porzionando come da standard?”
5) FIFO vero: quello che entra prima deve uscire prima
FIFO (First In, First Out) è semplice… finché non arriva il caos.
Implementazione “da guerra”
- etichetta data su 10 ingredienti “a rischio”,
- sposta davanti quelli più vecchi,
- una persona responsabile per turno (anche solo 2 minuti di check).
6) Staff briefing da 3 minuti: un messaggio, una priorità
Non serve un meeting. Serve una frase chiara.
Script pronto
“Questa settimana focus su sprechi e porzioni. Attenzione massima a: X (ingredienti a rischio). Se finisce qualcosa, me lo dici subito.”
Perché funziona: riduce errori ripetuti e rende lo spreco un “tema di squadra”, non un problema invisibile.
Il trucco finale: misura l’impatto in 48 ore
Se non misuri, non sai se hai migliorato. Ti basta poco:
3 indicatori semplici
- quante rotture/scarti hai avuto (anche a occhio, segnate su un foglio),
- quante volte hai fatto ordini extra last minute,
- quali ingredienti “a rischio” sono rimasti fermi.
Dopo due giorni capisci già dove intervenire.
Come ti aiuta iammi
Se vuoi fare questi controlli senza Excel e senza andare a sensazione, su iammi puoi tenere d’occhio le voci che contano davvero nel rush: entrate, uscite e costi che pesano sul margine.

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